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giovedì 7 marzo 2019

RECENSIONE: WILKIE COLLINS - ARMADALE


Sinossi:
Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l’anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio. Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell’epoca, al punto che un recensore la descrisse come «una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa». Resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo, il cuore nero della più sensazionale fra le sensation novel vittoriane. Considerato tra i capolavori di Collins, Armadale, romanzo a tinte forti e pieno di suggestioni, conferma il talento magistrale dell’autore nel tessere un intreccio in maniera impeccabile.

Commento:
Superstizione, sogno, fatalismo, vendetta ed amicizia sono gli ingredienti principali di questo lungo romanzo di Wilkie Collins uscito per la prima volta a puntate nel 1865. Il titolo è eloquente: Armadale è non solo il nome dei due ragazzi protagonisti di questo libro, ma il punto focale attorno al quale ruotano le vicende raccontate in queste ottocento pagine. Allan Armadale si chiama il padre beffato che nel prologo racconta al figlio neonato – che come da tradizione porta il suo stesso nome e cognome – la vicenda che lo lega indissolubilmente ad un suo omonimo dal quale dovrà, in futuro, tenersi lontano ad ogni costo. Questa famigerata lettera sarà il punto di partenza della storia appassionante qui raccontata con suspense e maestria. Ruolo chiave nel congiungere le strade di questi due giovani omonimi ce l'avrà il destino, il caso, la fatalità che li porterà ad incontrarsi: due giovani con lo stesso nome, ma con caratteri che non potrebbero essere più diversi, accomunati però da un unico grande valore che li salverà… l'importanza quasi viscerale che entrambi danno all'amicizia.
In estrema sintesi, il mio gradimento per questo romanzo si attesta un filo sotto ad altre opere dello stesso autore che ho amato, ma nonostante ciò "Armadale" mi è piaciuto molto: belli i personaggi – soprattutto Mindwinter, Bashwood, i due avvocati Pedgift, Mamma Oldershaw e l'indimenticabile Miss Gwilt, l'altra protagonista indiscussa di questa storia. Belle le ambientazioni, il back-ground culturale dell'Inghilterra di metà Ottocento, la suspense e il fatalismo che traboccano da queste pagine fin quasi ad assumere una propria dimensione, fino quasi a diventare personaggi viventi in grado di modificare le sorti dei protagonisti. Consiglio la lettura di questo libro che conferma Wilkie Collins come una delle voci più pregevoli del romanzo inglese dell'Ottocento.

Opera recensita: "Armadale" di Wilkie Collins
Editore: Fazzi
Genere: letteratura inglese
Ambientazione: Inghilterra, metà Ottocento
Pagine: 811
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


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