simposio lettori copertina

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venerdì 30 aprile 2021

RECENSIONE: LUCA WARD - IL TALENTO DI ESSERE NESSUNO

Sinossi:

Ha dato la voce a Russell Crowe nel Gladiatore, a Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, a Pierce Brosnam in James Bond, e anche a Hugh Grant nel Diario di Bridget Jones. E questo solo per citare alcuni nomi. Luca Ward è senza dubbio il più celebre doppiatore italiano, ma è anche molto di più. È un attore di straordinario talento che ha calcato palcoscenici leggendari e che è diventato un volto noto del piccolo schermo per aver preso parte a fiction di successo come Centovetrine ed Elisa di Rivombrosa. Il pubblico lo ama e lo segue con grandissimo interesse sui social, dove raccoglie più di un milione di fan grazie alla sua ironia e alla sua genuinità. Ma la verità è che di lui si sa molto poco. L’adolescenza difficile, gli amori appassionati e il legame indissolubile con il mare: per la prima volta, Luca Ward si mette a nudo. Un libro sorprendente che racconta, attraverso aneddoti e ricordi, tutta la verità sul mondo del cinema e del doppiaggio, e che non risparmia il lato più intimo e privato di Luca Ward. Una storia che diverte e commuove in tutti i modi possibili.

 

Commento:

Cosa – o chi – c'è dietro una delle voci più belle, appassionate, di sicuro più conosciute del doppiaggio italiano? C'è una persona, talvolta tendiamo a dimenticarlo. Una persona con una sua vita lontano dal microfono, con una famiglia, un passato, un presente e un futuro. È di questo lato più personale, intimo e vero che ci parla Luca Ward nella sua autobiografia Il talento di essere nessuno. Parte da lontano, Luca, dal passato remoto, ma sempre presente nei suoi geni marinari, del nonno William. Prosegue con il rapporto con i genitori, quello intenso e interrottosi troppo presto con il padre, Aleardo Ward, attore anche lui, morto prematuramente, e quello burrascoso con la madre Maresa. L'infanzia, l'adolescenza difficile ad Ostia, lo sradicamento, i primi lavoretti saltuari, l'ingresso nel mondo del doppiaggio e del cinema, fino all'oggi, alla famiglia, al futuro negli occhi dei figli… Un libro che parla di sacrifici e passioni, di una vita vissuta pienamente, di ricordi e soddisfazioni. Un libro diretto, schietto, che ci fa conoscere di più l'uomo che sta dietro la voce. Ed è bello notare che le emozioni che vibrano attraverso le sue corde vocali nascono da dentro, da un cuore sensibile, una mente acuta e aperta e da un pizzico di follia che porta ad osare e seguire le sensazioni. Un bel libro, davvero, che ho letto con piacere ed interesse e che, quindi, vi consiglio.

 

Opera recensita: "Il talento di essere nessuno" di Luca Ward

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: autobiografia

Pagine: 245

Prezzo: 17,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

                              

martedì 27 aprile 2021

RECENSIONE: GRAHAM MOORE - GLI ULTIMI GIORNI DELLA NOTTE

                                Sinossi:

New York, 1888. Le poche lampade a gas che illuminano la strada hanno vita breve, poiché tra un po’ non ci sarà più alcuna differenza tra il mezzogiorno e la mezzanotte: la luce elettrica è il futuro, e l’uomo in grado di governarla non solo farà una fortuna inimmaginabile, ma otterrà il controllo su Wall Street, Washington, i giornali, le compagnie telegrafiche e milioni di apparecchi elettrici. Al giovane avvocato Paul Cravath, appena uscito dalla Columbia Law School, viene affidato un caso che sembra impossibile da vincere: il suo cliente, George Westinghouse, l’inventore più abile in circolazione, è stato citato in giudizio da Thomas Edison, l’uomo dei miracoli, dei fulmini in barattoli di vetro, delle voci che corrono su cavi di rame, per una domanda da un miliardo di dollari: chi ha inventato la lampadina elettrica? Alla base della contesa c’è il brevetto numero 223.898, soprannominato il «Brevetto della Lampadina», accordato a Thomas Edison nel 1880. Brevetto che George Westinghouse è accusato di aver violato. I due inventori sono incredibilmente simili nella loro ostinazione, entrambi sicuri del proprio talento e sprezzanti verso quello dell’altro, e il compito che attende Paul non è di facile soluzione. Edison è inoltre un avversario astuto e pericoloso, con grandi risorse a sua disposizione: spie private, giornali e l’appoggio di J.P. Morgan, il re di Wall Street. Che la carta vincente, per Paul, sia quella di rintracciare l’introvabile Nikola Tesla, il talentuoso ingegnere che con Edison ha avuto un terribile litigio, prima di essere cacciato dalla Edison General Electric Company?

 

Commento:

Quando un lettore tipico che non si definisca appassionato di romanzi storici si ritrova davanti ad un libro che può rientrare in questo genere letterario, i suoi interrogativi e le sue titubanze riguardano la cosiddetta "pesantezza" del racconto e/o l'attendibilità/veridicità storica di quanto viene narrato. Ora, io faccio parte – e non me ne vanto - di questi lettori pigri, diffidenti, snobisti che, davanti ad un romanzo storico si chiedono se sarà interessante, coinvolgente o se sarà come leggere un libro di scuola, se sarà veritiero o se la finzione narrativa prevaricherà la storia… e molto spesso rinunciano a piè pari alla lettura. Sono sempre stata convinta che per scrivere bisogna essere bravi, ma bravi davvero… e credo che Graham Moore, l'autore di Gli ultimi giorni della notte, lo sia grandemente: questo romanzo storico non solo è accurato nel riportare una ricostruzione realistica dei fatti narrati, ma è davvero appassionante da leggere.

Di cosa parla questo romanzo? È presto detto: parla di luce, luce elettrica, ma anche di invenzioni, scoperte, ambizione e genio. Tutti noi ci siamo chiesti, almeno una volta ad ogni black out elettrico, come sarebbe la nostra vita senza elettricità, ma quanti di noi si sono mai chiesti com'è arrivata l'energia elettrica nelle case dei nostri avi? Come ha cambiato la loro vita? Basta fare un salto ideale nelle strade di una notte newyorchese nel 1888 per scoprirlo: la città dalle mille luci, la città che non dorme mai appare insolitamente buia e mal sicura sotto la fioca illuminazione delle lampade a gas, ma ci sono là, in fondo, verso Manhattan e Wall Street, dei palazzi illuminati a giorno. Sono quelli in cui hanno sede le industrie e le istituzioni che finanziano Thomas Edison, l'inventore della lampadina. Ma l'ha davvero inventata lui, la lampadina? Cosa prevedeva davvero il brevetto a lui accordato nel 1880? E davvero George Westinghouse, il suo più grosso concorrente, l'avrebbe violato? Toccherà a Paul Cravath, giovane avvocato, apparentemente rampante, ma in realtà insicuro, scoprire come stanno le cose. Non sarà facile, anzi, sarà rischioso… e se fra due geni la chiave fosse trovare un altro genio, un folle, il più visionario di tutti? È così che fa la sua comparsa Nicola Tesla. Ma basterà il suo genio per mettere fine alla Guerra delle correnti, o al contrario, la renderà più incandescente che mai? E soprattutto, per il giovane Paul, cosa significherà vincere una causa che tutti danno per persa?

Tra genialità, sotterfugi, inganni, insicurezze, spregiudicatezza, Graham Moore ci regala una storia originale ed appassionante da leggere d'un fiato, per sognare e riflettere. Un libro davvero, davvero consigliato.

 

Opera recensita: "Gli ultimi giorni della notte" di Graham Moore

Editore: Neri Pozza, 2021

Genere: romanzo storico

Ambientazione: Stati Uniti, 1888-1890

Pagine: 432

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

                      

giovedì 22 aprile 2021

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL GIOCO DELLA NOTTE

                                Sinossi:

Tradotta in sessanta Paesi, oltre venti milioni di copie vendute, Camilla Läckberg è il crime svedese.

 Mentre fuochi cadono come paracaduti colorati e girandole luminose esplodono in cielo, Max, Liv, Anton e Martina festeggiano tra di loro la fine dell’anno. Ragazzi ricchi, belli, viziati per il mondo indossano una maschera impeccabile, dietro cui però nascondono odio e dolore. Il catering serve aragoste, caviale, champagne e i quattro attingono anche alle bottiglie da collezione che sono in cantina. Amoreggiano, fumano, spiano i genitori nella casa vicina. E iniziano a giocare. Dapprima Monopoli, poi Obbligo o Verità. E ben presto un passatempo un po’ malizioso deflagra nell’occasione per mettersi a nudo e liberarsi, finalmente, del peso della verità.

 Quattro ragazzi, la notte di Capodanno. La festa, l’ebbrezza, un gioco in cui la posta diventa sempre più alta. Camilla Läckberg scandaglia magistralmente gli abissi dell’adolescenza e il luogo più oscuro e minaccioso che ci sia: la famiglia.

 Prima edizione mondiale.

 

Commento:

In questo suo ultimo libro, un romanzo breve e intenso di appena 120 pagine, Camilla Lackberg dà mostra di un suo grande talento che avevamo già avuto modo di apprezzare in altre sue opere: la capacità di analizzare e spiegare con parole semplici le dinamiche mentali degli adolescenti e le forme più o meno acute di disagio che vivono. Un disagio che è spesso causato dal loro rapporto con la società, con la famiglia, gli amici, la scuola, le aspettative altrui, i traumi inferti da adulti che dovrebbero proteggerli e invece non lo fanno. L'espediente utilizzato dalla Lackberg per porci di fronte a questi problemi è, in questo caso, la festa dell'ultimo dell'anno in due ville contigue di un quartiere bene di Stoccolma: in una ci sono quattro ragazzi, quattro amici alle soglie della maturità, nell'altra i loro genitori. In una corsa a precipizio verso il vuoto mascherata da gioco malizioso, assistiamo al disvelarsi di storie tanto disturbanti quanto comuni sulle quali, anche se vorremmo, non possiamo girare lo sguardo. Il finale è decisamente discutibile, ma beh, Camilla Lackberg non è un'autrice di romanzi rosa… è pur sempre un'autrice di crime. Non ci si aspetti da questo libro una storia complicata, salti nel tempo o particolari tecniche narrative: è un romanzo breve, ma intenso, come scrivevo all'inizio, che racconta storie semplici nella loro complessità. Non è un capolavoro, non fa parte di nessuna delle due serie già lanciate da quest'autrice… quali sono dunque i motivi per leggerlo? È un'occasione in più per riflettere sull'adolescenza, i suoi bisogni, l'impatto dei traumi e le responsabilità degli adulti; è scritto discretamente; è una storia breve che si fa leggere senza difficoltà. Consigliato per una lettura veloce, ma non banale.

 

Opera recensita: "Il gioco della notte" di Camilla Lackberg

Editore: Einaudi, 2021

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Svezia

Pagine: 120

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7,5.

                  

martedì 20 aprile 2021

RECENSIONE: BARBARA FRANDINO - è QUELLO CHE TI MERITI

Sinossi:

Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la testa hanno sempre lo stesso peso, e l’intelligenza può perfino complicare le cose. Quali piccole e grandi crudeltà ci si può infliggere quando si sceglie di restare nonostante tutto, mentre la fede nuziale rotola nella tasca dei jeans e poi nel cassetto delle posate? La rabbia è una passione, e la violenza del tempo che Claudia e Antonio vivono insieme, anche quando si tratta di un tempo immobile, è capace di sconvolgere entrambi, trascinandoli verso un finale imprevedibile, quasi noir. Perché ci sono due misteri da risolvere, in questo libro. Uno è sentimentale: che cos’è questo amore? Qual è la sostanza che tiene legate due persone in bilico tra il bisogno reciproco e il desiderio di vendetta? Ma l’altro mistero riguarda una colpa che non può essere nascosta per sempre.

Lui è in cima a una scala appoggiata a un albero del giardino. Improvvisamente la scala oscilla, lui cerca un appiglio tra i rami e non lo trova. Lei osserva quella schiena flettersi all’indietro, quelle braccia che ruotano nell’aria. Lui precipita a terra, non si rialza. I soccorritori lo legano alla barella, lo caricano sull’ambulanza e chiedono a lei di salire. Ma lei rientra in casa, si sfila il maglione e si mette a riordinare. È cosí che comincia questo potentissimo romanzo capace di ribaltare con forza tutti i luoghi comuni sull’amore. Puntando impietosamente la telecamera sulla ferocia che la delusione e l’offesa possono generare in una coppia. Quando lui, dopo l’infarto, torna dall’ospedale, tutti e due – come tenuti insieme da una colla invisibile – devono affrontare il dolore e i loro lati oscuri. L’unico linguaggio comune sembra essere fatto di poche parole fraintese e di molti gesti che nascono come carezze e finiscono per assomigliare a schiaffi. Un’escalation di crudeltà che lascia senza fiato. Barbara Frandino costruisce, scena dopo scena, un distillato d’intelligenza che arriva a toccare le nostre corde piú profonde grazie alla scelta di una voce femminile lucidissima e spietata, che procede per sottrazioni e smottamenti. È attraverso quella voce e attraverso gli occhi di Claudia che il lettore decritterà il doppio mistero del libro. E troverà qualcosa che lo riguarda da molto vicino.

 

Commento:

Quella raccontata con maestria e incisività da Barbara Frandino è una storia comune. È la storia di una coppia che smette di amarsi ed impara ad odiarsi; Antonio e Claudia lo fanno ormai con metodo, con precisione, con colpi durissimi inferti a se stessi prima che all'altro. Lo fanno perché non riescono ad evitarlo e neppure a lasciarsi: non possono essere loro a troncare il rapporto, ad affrontare ciò che non va, quindi non si sopportano, si feriscono, si distruggono a vicenda. Un errore, un passo falso di lui rompe l'equilibrio con conseguenze disastrose da cui lei non riesce a tornare indietro. Un altro contraccolpo di salute, invece che riavvicinarli, non fa che peggiorare la situazione fino a… fino a che cosa? Qual è il finale di questa storia? Probabilmente neanche loro lo sanno ancora.

Un libro scritto benissimo, con precisione e lucidità, che racconta le diverse sfumature dell'amore, dall'affetto alla passione alla rabbia, con sullo sfondo il disinteresse o l'ipocrisia di chi sa e finge che vada tutto bene. Un libro che si legge in una sera, ma che resta a sedimentare a lungo nei pensieri. Consigliato.

 

Opera recensita: "è quello che ti meriti" di Barbara Frandino

Editore: Einaudi, 2020

Genere: narrativa italiana

Pagine: 152

Prezzo: 16,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

      

sabato 17 aprile 2021

RECENSIONE: LAETITIA COLOMBANI - IL PALAZZO DELLE DONNE

Sinossi:

È il coraggio a spingere la giovane Blanche a voltare le spalle a una vita di agi per lanciarsi nella più logorante delle battaglie: quella contro la povertà, la fame e l'umiliazione. A sette anni dalla fine della Grande Guerra, Parigi è ancora in ginocchio. Eppure Blanche si rende conto che alla metà dei bisognosi è negato ogni aiuto: tutti gli sforzi, infatti, sono rivolti agli uomini; nessuno tende la mano alle centinaia di donne che ogni giorno mendicano agli angoli delle strade, si privano del cibo per sfamare i propri bambini e dormono all'addiaccio per sfuggire ai mariti violenti. Per Blanche, quella è un'ingiustizia intollerabile. E, quando viene a sapere che in rue de Charonne è in vendita un intero palazzo, combatterà fino all'ultimo per regalare un luogo sicuro a tutte le donne in difficoltà... È la disperazione a portare Solène al Palazzo delle Donne. Avvocato di successo, Solène è crollata il giorno in cui un suo cliente si è gettato dalla finestra del tribunale. Come parte della terapia, lo psicologo le ha suggerito il volontariato, così Solène ha scelto di aiutare le donne che hanno trovato rifugio tra le mura di quel grande edificio in rue de Charonne. Qui, Solène entra in contatto con un mondo lontanissimo da lei, fatto di miseria, di sfruttamento, di perdita. Ma anche di condivisione, di resilienza e di riscatto. A poco a poco, Solène capisce di non essere tanto diversa dalle ospiti del Palazzo: come lei, pure loro sono state sconfitte dalla vita. Però non si arrendono. Loro continuano a lottare per un futuro migliore, traendo forza l'una dall'altra, come legate da un filo invisibile di solidarietà e comprensione. E sarà proprio quel filo ad avvolgere anche il cuore di Solène e a cambiare per sempre la sua esistenza.

 

Commento:

Il palazzo delle donne è un gradevolissimo romanzo al femminile nato dalla penna di un'autrice molto promettente e sensibile. sSi tratta di una storia ripartita su due piani temporali, uno risalente al 1926 e l'altro riguardante l'oggi; entrambe le parti della storia sono ambientate a Parigi, in entrambe le donne hanno un ruolo preponderante e in entrambe c'è di mezzo la voglia di fare del bene, di accogliere ed aiutare e tutto ruota attorno ad un palazzo, Le palais de la femme. Questo palazzo fu il coronamento della missione di altruismo e abnegazione di Blanche – giovane donna energica e combattiva che non esitò a spendere la sua vita per gli ultimi – e di suo marito Alvin: un palazzo che, invece che cadere in rovina, accogliesse tutte le donne sole, diseredate, senza famiglia né un posto dove dormire e mangiare. È in questo palazzo che, per puro caso, quasi cent'anni dopo si imbatte Solène, giovane avvocatessa che, a seguito di un gravissimo incidente occorso ad un suo cliente, è colta da burn out e deve riprendersi. Due storie, due epoche, due delle tante facce della povertà che si compensano e alleviano il dolore. Una storia raccontata con semplicità e grande onestà, un libro da leggere.

 

Opera recensita: "Il palazzo delle donne" di Laetitia Colombani

Editore: Nord, 2021

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Parigi

Pagine: 288

Prezzo: 16,90 €

    Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

      

RECENSIONE: STEPHEN KING - LATER

        Sinossi:

Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.

 

Commento:

Later, "Tempo dopo" o semplicemente "dopo", è l'ultima fatica letteraria sfornata dal quantomai prolifico maestro Stephen King. Un romanzo che, se non si fosse fan di King, sarebbe anche gradevole da leggere come lettura di svago o d'intervallo tra un tomo e l'altro… se invece si è fan di King è inevitabile essere presi dallo sconforto. Il perché è presto detto: è una storia buffa e poco plausibile spacciata per storia dell'orrore quando di orrorifico non ha nulla; la trama è deboluccia e non brilla per originalità, in più ci sono una serie di idee, espedienti, suggestioni che King aveva già usato in altri libri e che qui ha semplicemente riproposto… Ecco, ora non vorrei che passasse il messaggio che ho demolito questo libro, ma di sicuro non posso paragonarlo neanche lontanamente ai capolavori universalmente riconosciuti di King. È tuttavia una storia gradevole da leggere che è, in qualche modo, riuscita a coinvolgermi e per questo la consiglio a chi non sia un fan sfegatato del Re. Sarà per il messaggio, sarà per la simpatia che mi ha suscitato Jamie, sarà che comunque la storia è ben raccontata… ma in qualche modo questo Later mi è piaciuto, nonostante tutto.

 

Opera recensita: "Later" di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: New York

Pagine: 320

Prezzo: 19,90 €

        Consigliato: sì/no

Voto     personale: 7,5.

          

venerdì 16 aprile 2021

RECENSIONE: MARILù OLIVA - BIANCANEVE NEL NOVECENTO

Sinossi:

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l'alcol e con l'amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un'aria densa di conflitti e di un'inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent'anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell'adolescenza. Negli anni Novanta, infatti, l'eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l'autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l'alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

 

Commento:

Quanto c'è di non detto nell'animo di una donna? Quante ferite, umiliazioni, insoddisfazioni ingoiate con sorsate amare di quieto vivere l'hanno resa quella che è? Cosa c'è dietro la sciantosa dalla piega perfetta, la vecchina che prepara biscotti e infusi alla frutta in una terrazza piena di fiori, la giovane che cede all'illusione momentanea e chimica in cambio di pezzi di sé? C'è tutto, un tutto che non si vede ad una prima occhiata, che sfugge agli occhi giudicanti di moralisti e perbenisti. È di questo tutto, diviso in due voci, che parla Biancaneve nel Novecento, l'ultimo, bellissimo romanzo della scrittrice bolognese Marilù Oliva, Solferino 2021. Proprio a Bologna vive Bianca, bambina negli anni '80, adolescente nei primi '90 e giovane donna alle soglie del 2000. Seguendo la sua voce ci inoltriamo in un percorso di crescita fatto di ostacoli, perdite, incomprensioni, di un padre bello e inconcludente che se ne va troppo presto, di una madre matrigna, perfetta solo in apparenza, ma con uno spillone immaginario pronto a pungere e ferire; di un principe azzurro irraggiungibile e deludente; di insidie e tentazioni che rischiano di deviarla dalla sua strada. Ma è tenace, Bianca, è ribelle, si rifugia nei disegni, nei suoi piccoli tesori, certezze effimere quanto necessarie, nei libri che divora, nelle storie che crea… e questa ribellione, quest'alienazione la salva e la fa giungere acciaccata e provata alla porta di un'altra voce, quella del ricordo e del passato. È la voce di Lili che, nata in Francia nel primo dopoguerra, sposa un uomo che non conosce, va a vivere fra persone che non si premurano di capirla e finisce all'inferno, a Buchenwald, nel Sonderbau, il bordello in cui fa da premio per chi si comporta bene. Quella di Lili, anche a distanza di decenni, è una voce intensa, impossibile da ignorare, che commuove e smuoverebbe anche l'animo più indurito.

Due voci, le loro, tormentate e fievoli che racchiudono la forza di chi credeva di non farcela, ma non ha mai smesso di lottare e alla fine ce l'ha fatta. Due delle tante voci di donne raccolte dall'abile penna di Marilù Oliva che, con maestria e grande sensibilità, tratteggia il buio dell'animo umano donandogli luce. Non solo Bianca e Lili, dunque, ma anche Candi, Manu, Dina, Rosa, la moglie di Gennà, Sophie… tutte voci deboli, se prese singolarmente, ma che se unite sono in grado di creare un coro di armonia: cantare la sofferenza, a volte, procura gioia e favorisce la rinascita.

 

Opera recensita: "Biancaneve nel Nove    cento" di Marilù Oliva

Editore: Solferino, 2021

Genere: romanzo storico

Ambientazione: Bologna, anni '90-Germania, anni '40

Pagine: 352

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

  

venerdì 2 aprile 2021

RECENSIONE: FAUSTA FILBIER - AFRICA, DAGLI OCCHI AL CUORE

                    Sinossi:

I non vedenti possono vedere luoghi lontani? Sì, con il cuore. Grazie agli occhi di chi vede. E che poi li racconta, trasformandoli in immagini e fantasie. Fausta Filbier è partita da qui, dal desiderio di essere quegli occhi, quella voce. "Africa dagli occhi al cuore" è una sorta di comunione sentimentale, di condivisione di esperienze, pensieri, emozioni. È il racconto del Continente Nero liberamente tratto da alcuni reportage scritti da Fausta Filbier negli ultimi trent'anni e pubblicati sui più importanti giornali di viaggio italiani. Seguono un ordine cronologico e documentano tempi e luoghi passati, diventando anche memoria di Paesi ormai in macerie, o che non si possono più visitare. Il libro è una sgroppata da brivido, dall'Algeria al Sudan, dall'Etiopia al Malawi, dalla Mauritania al Marocco, passando per Libia, Egitto, Sudafrica, Namibia, Botswana, Benin, Niger, Ciad, Tanzania... E propone frammenti di viaggio, fatti di luoghi, incontri, impressioni, odori. Che danno corpo e voce al sogno africano di Fausta Filbier, al suo amore per quella terra e per quelle genti. Uno sguardo che dai suoi occhi vuole arrivare al cuore.

 

Commento:

Africa dagli occhi al cuore è un bellissimo libro che raccoglie alcuni reportages dei tanti viaggi che la giornalista Fausta Filbier ha fatto in Africa. E dov'è la particolarità di questo libro? Di reportages sull'Africa, anche ben fatti, ce ne sarebbero tanti, è vero, ma pochi riescono a far vedere l'Africa a chi non può materialmente vederla: per riuscirci ci vuole una grande capacità descrittiva e di immedesimazione, nonché un'acuta sensibilità e una competenza nell'osservare e selezionare ciò che può essere interessante oltre che importante. Questo libro riesce nell'impresa, grazie alle evidenti capacità descrittive, empatiche, di osservazione e alla sensibilità di Fausta Filbier che si intuisce sia dalle sue parole permeate di affetto e ammirazione per le popolazioni incontrate e i luoghi visitati, ma anche nell'aver voluto lasciare questi reportages così come li aveva scritti all'epoca dei suoi viaggi. Chiaramente da allora molte situazioni possono essere cambiate, ma qui leggiamo l'esperienza di viaggio così com'è avvenuta, quasi come se fossimo stati lì anche noi a vedere con i nostri occhi, a percepire con tutti i sensi. Così ci sembra quasi di sentirla sotto i piedi, la sabbia impalpabile del deserto che custodisce tesori, di assaporare anche noi il gusto sciropposo e forte del thè verde insieme ai Mauri, di percepire attorno a noi la maestosità degli elefanti, di sentirci addosso lo sguardo apparentemente non curante delle leonesse, di osservare anche noi la magnificenza delle sinuose dune ocra in continuo assestamento.

Una raccolta di esperienze ed emozioni in cui immergersi per conoscere un po' meglio un continente tanto misterioso e affascinante quanto vero.

 

Opera recensita: "Africa dagli occhi al cuore" di Fausta Filbier

Editore: Virginio Cremona editore, 2020

Genere: reportage

Ambientazione: Africa

Pagine: 173

Prezzo: 20,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.