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giovedì 12 settembre 2019

RECENSIONE: MARIA DUEñAS - LE FIGLIE DEL CAPITANO


Sinossi:
New York, 1936. Sulla Quattordicesima Strada, nel cuore della comunità spagnola della Grande Mela, viene inaugurato il piccolo ristorante El Capitán. La morte accidentale del proprietario, Emilio Arenas, costringe le sue tre figlie ventenni a lasciare la Spagna per prendere le redini dell’azienda di famiglia. Catapultate nella nuova realtà americana, le indomite ragazze saranno costrette a combattere per riuscire a integrarsi in una terra straniera piena di contraddizioni: inizia così l’avventura di Victoria, Mona e Luz Arenas, giovani coraggiose, determinate a farsi strada tra grattacieli, compatrioti, avversità e amori, spinte dal desiderio di trasformare in realtà il sogno di una vita migliore. Vero e proprio fenomeno editoriale in Spagna, questo romanzo conferma lo straordinario talento di María Dueñas: Le figlie del Capitano racconta la storia meravigliosa di tre giovani ragazze costrette ad attraversare un oceano per trovare la propria strada. Un omaggio indimenticabile a tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore e al coraggio di quelle donne che non si arrendono mai.

Commento:
Quattro donne – una madre e tre figlie – con altrettante storie di comune, quotidiana, straordinaria sopravvivenza. Sono loro le protagoniste di questo nuovo romanzo di Maria Dueñas, tutto al femminile. La spaurita e provata Remedios e le sue altezzose figlie sono da poco arrivate a New-York da Malaga quando Emilio Arenas, il loro marito e padre, muore in seguito ad un incidente. Completamente spaesate e sole in una terra straniera, senza saper parlare una parola di inglese e senza conoscere niente del mondo, le donne sono combattute tra tornare in Spagna, alla relativa sicurezza di ciò che conoscono, e restare lì, negli States, a cercare un'opportunità. Ma quando, grazie alla loro intraprendenza, le cose sembrano sul punto di svoltare, la cupidigia e la cattiveria di qualcuno che cerca vendetta le fa precipitare di nuovo in un baratro. Ma è proprio quando la sorte si presenta più avversa che le sorelle Arenas devono dimostrare il loro valore e soprattutto devono tornare ad essere unite, anche nella sventura.
Le figlie del capitano è un romanzo sull'immigrazione, su chi lascia la propria terra per cercare fortuna, per reinventarsi da un'altra parte; ma questa è soprattutto una storia di resilienza, quella capacità di sopravvivere agli urti e rimettersi in marcia più forti di prima che solo le persone coraggiose hanno. Maria Dueñas ci conduce in un mondo lontano per epoca storica, ma vicino, vicinissimo per tematiche e difficoltà che i suoi personaggi devono affrontare. Difficile non appassionarsi all'intraprendenza di Mona, alla scaltra sicurezza di Tony il bolitero, alla presenza importante di Luciano Barona, alle lagnanze immotivate di Remedios, ai colpi di testa di Luz… sfogliare queste pagine è come tuffarsi nell'album fotografico di una grande famiglia, capace di attraversare momenti di profonda sventura e di ritrovarsi ancora più unita e pronta per una nuova battaglia. Un romanzo per chi ha paura di lasciarsi dietro una situazione pesante, perché ne tragga il coraggio e la forza di affrontare ciò che sarà.


Opera recensita: "Le figlie del capitano" di Maria Dueñas
Editore: Mondadori, 2019
Genere: romanzo storico
Ambientazione: New York, 1936
Pagine: 588
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


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