simposio lettori copertina

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giovedì 23 marzo 2017

RECENSIONE: PAULINE REAGE - HISTOIRE D'O


Sinossi:

Condotta al castello di Roissy dal suo amante, O è sottoposta a un duro addestramento come schiava sessuale. Posseduta e seviziata, obbligata a soddisfare

più uomini, viene istruita a colpi di frusta fino a quando, trasformata in una schiava perfetta, viene consegnata a Sir Stephen. Con lui conoscerà nuove

vette di dolore, brutalità e amore. Un insuperato, scandaloso classico della letteratura erotica di tutti i tempi.

 

Commento:

Cominciamo subito col dire che questo non è assolutamente un libro per tutti. Non è adatto ai moralisti, né ai ben pensanti, né alle femministe convinte. E’ un libro da prendere così com’è, anche se spesso non si sarà d’accordo con le “scelte” della protagonista.

La storia è quella di O, una giovane e bella ragazza francese che viene introdotta dal suo amante, Réné, in un percorso sadomasochista che la porterà a diventare una schiava sessuale. O passa attraverso vari stadi di degradazione che la portano ad annientarsi totalmente, a non appartenere più a se stessa, ma ad altri. All’umiliazione, all’annientamento, al dolore corrisponde, però, una crescita pari del piacere: all’inizio O accetta tutto quello che le viene proposto (o imposto) per compiacere il suo amante, perché lo ama ed ha bisogno del suo amore. Riconosce, tuttavia, che al di là del dolore fisico, lei prova piacere nel sottomettersi alla volontà altrui. Il problema si pone quando qualcuno (Sir Stephen) le chiederà il consenso volontario per oltrepassare il limite della degradazione. Era quasi comodo che fossero altri ad imporre, a decidere… ma O supererà questo limite e, oltre alla soglia del dolore varcherà anche quella dell’estasi, del piacere.

Leggere questo libro non è facile… sulle note di copertina si afferma che l’erotismo è trattato senza la minima oscenità… io più volte mi sono chiesta, durante la lettura, cosa significa, allora, il termine “oscenità” perché la crudeltà, la forza di certe scene descritte in queste pagine può essere difficile da sopportare. Il trucco, se di trucco si può parlare, è (a mio parere) di astrarsi dalla lettura, di smettere i panni ed i pensieri di una donna moderna, indipendente, che vuole disporre di sé e che lotta per la propria femminilità, e di provare a pensare come O, provare a capire O… è difficile, ma è l’unico modo per apprezzare questo romanzo. A me, per inciso, è piaciuto nonostante la sua crudezza. Per leggerlo, però, è necessario non usare i parametri di giudizio comuni: lasciate perdere la morale e provate a lasciarvi rapire dalle pagine. Ultima raccomandazione: se non siete lettori abituali di letteratura erotica, questo non è il romanzo giusto per cominciare. Se non vi attrae il genere, non è questo il romanzo che vi farà cambiare idea. Ed alle femministe convinte ricordo che questo libro è stato scritto da una donna nel 1954 per dimostrare al suo editore che anche una donna è in grado di scrivere un romanzo erotico di successo… a giudicare dal fatto che oggi siamo ancora qui a leggerlo e che è un classico insuperato della letteratura del genere, direi che aveva ragione. Detto questo… buona lettura a chi lo leggerà!

 

Opera recensita: “Histoire d’O” di Pauline Réage

Editore: Bompiani, prima ed. originale 1954; prima ed. italiana 1971

Genere: letteratura erotica

Ambientazione: Francia

Pagine: 236

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: sì (se appassionati del genere).

 

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