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venerdì 12 aprile 2019

RECENSIONE: HARUKI MURAKAMI - LA RAGAZZA DELLO SPUTNIK


Sinossi:
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.

Commento:
Sumire, Myu e il narratore amico di Sumire. Tutto ruota intorno alle vite e ai sentimenti di questi tre personaggi: amore, desiderio, mistero e sogno si intrecciano in modo inestricabile e profondissimo in questo meraviglioso romanzo di Murakami. La ventiduenne Sumire, schietta, un po' sventata e amante della scrittura, incontra per caso l'affascinante ed enigmatica Myu, una donna sposata che, pur non volendo, attira gli altri con il suo magnetismo innato. Tra le due si instaura da subito un legame speciale che per Sumire è senza dubbio amore totalizzante, mentre per Myu è qualcosa di diverso, ugualmente forte, ma più sfuggente e complesso. A raccontarci questa storia e le sue inattese evoluzioni è l'unico amico di Sumire, irrimediabilmente innamorato di lei, che ad un certo punto sarà costretto ad entrare nella spirale magnetica di Myu e, contestualmente, si affaccerà alla porta di un mondo parallelo, inafferrabile e misterioso. Come in tutti i romanzi orientali, anche questo è ammantato da un'aura di ineluttabilità e misticismo che affascina ed ammalia; tutto, com'è consuetudine per gli autori giapponesi, è accettato con naturalezza e vissuto con la strutturata consapevolezza che tutto può accadere, che questo non è l'unico mondo possibile, che si possa andare in luoghi non fisici dai quali forse, qualche volta, si può anche tornare, ma che c'è anche la possibilità di essere perduti per sempre, come lo Sputnik.
La ragazza dello Sputnik è un romanzo bellissimo, speciale, con alcuni brani di pura poesia. Credo sia il meglio che ho letto finora di Murakami: racchiude in sé una maturità, una sobrietà, una sensualità – oserei dire – che consente al lettore di avvicinarsi fiducioso al suo mondo e di accettarne compromessi e condizioni, anche quando sono lontane dalla sua cultura. Lo consiglio caldamente.


Opera recensita: "La ragazza dello Sputnik" di Haruki Murakami
Editore: Einaudi, prima ed. 1999
Genere: narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone-isola greca
Pagine: 216
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


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