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giovedì 6 febbraio 2020

RECENSIONE: NICOLA LECCA - IL TRENO DI CRISTALLO


Sinossi:
A Broadstairs, incantevole villaggio della costa inglese, Aaron lavora come apprendista nella storica gelateria Morelli e vive in simbiosi con Anja: una madre depressa e protettiva che gli tiene nascosta l’identità del padre e nulla racconta di Zagabria, la città dalla quale sono fuggiti quando lui era piccolo. Fortuna che Gennarino, il suo migliore amico, è un vulcano di allegria e colora di ottimismo il grigiore trasmesso dalla malinconia di Anja. Dal canto suo, Aaron ha imparato a essere felice con poco. Gli bastano il sapore del gelato al mandarino, le passeggiate solitarie lungo le scogliere a strapiombo sul mare e le conversazioni con Crystal, la ragazza che ama. Si sono conosciuti online e la loro relazione va avanti da più di un anno: ma è soltanto virtuale. Ogni volta che lui cerca di organizzare un incontro, lei trova mille scuse per rimandare. Eppure Aaron preferisce la sua presenza incompleta al dolore della solitudine.
Finché un evento inatteso sconvolge tutto. Dalla Croazia arriva la lettera di un notaio che annuncia ad Aaron la morte di quel padre che gli è sempre stato tenuto nascosto, e lo invita a raggiungere Zagabria per l’apertura del testamento. In treno, grazie a un biglietto di Interrail.
Sprovveduto e impreparato alla vita, Aaron affronterà con coraggio la sua piccola Odissea alla ricerca della verità. Dall’Inghilterra a Zagabria passando per Amburgo, Praga, Lubiana, Bratislava e Szentgotthárd si incontrerà finalmente col mondo: che lo metterà alla prova, fra rischi e tentazioni, offrendo in cambio incontri inattesi e immensa bellezza.
Con la sua scrittura cesellata e limpidissima, Nicola Lecca crea un’appassionante fiaba contemporanea. L’ingenuità del suo protagonista, ricco soltanto dei suoi desideri, dà vita a pagine scintillanti che ci offrono la disarmante purezza di uno sguardo nudo: capace di illuminare la complessità del mondo, evidenziando i paradossi delle relazioni online e le ipocrisie delle tante trappole tese per trarre profitto dalle nostre solitudini.

Commento:
Aaron è un diciottenne sensibile e insicuro, un ragazzo che vorrebbe di più dalla propria vita, ma ancora non sa come ottenerlo. Vive in un paesino della costa inglese, Broadstairs, lo stesso in cui è nato Dickens; lavora come gelataio nella storica gelateria Morelli, è amico di Gennarino, che lavora con lui ed è molto più pragmatico e dinamico di lui; ha una madre – Anja – che si è chiusa in se stessa e si mantiene in vita grazie agli psicofarmaci. È nei momenti trascorsi con l'amico, in gelateria, e davanti al computer a parlare con Crystal che Aaron può prendere respiro dall'ambiente opprimente della sua casa. E proprio Crystal, conosciuta online su un sito di incontri, è diventata importante per Aaron: pensa di essersene innamorato, vorrebbe incontrarla, ma lei tergiversa, le va bene parlarsi in video, ma non farsi vedere… Aaron è sull'orlo di una crisi quando riceve una lettera inattesa: viene dalla Croazia, la patria dei suoi genitori dove lui non è mai stato; la manda un notaio che gli comunica che suo padre è morto e che lui è atteso per l'apertura del testamento. Il padre gli ha anche lasciato un biglietto di Interrail per raggiungere Zagabria viaggiando per l'Europa… tutto ok, tutto bello, se non fosse che il padre di Aaron è morto d'infarto prima che lui potesse conoscerlo… o almeno questo è ciò che gli ha sempre detto sua madre. Aaron, su consiglio di Gennarino, capisce di non doverla informare del suo viaggio, perciò sfrutta le ferie dalla gelateria – che dovrebbe trascorrere con gli amici – e parte per quest'avventura. Ciò che scoprirà gli cambierà la vita, lo farà crescere in fretta e lo porterà a conoscere di più se stesso e il mondo. Da una città all'altra, disavventura contro avventura, bellezza contro sudiciume, entusiasmo contro delusione, in quell'Interrail Aaron imparerà a pensare con la sua testa, a decidere da solo per la sua vita… e soprattutto capirà che mai nulla può essere solo bello o brutto, positivo o negativo, che ad ogni vittoria corrisponde sempre una piccola o grande rinuncia. Una storia di formazione, scritta in modo chiaro, delicato e scorrevole, che consiglio sia agli adolescenti che agli adulti, perché c'è tanto da imparare per entrambe le fasce d'età.

Opera recensita: "Il treno di cristallo" di Nicola Lecca
Editore: Mondadori, 2020
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Europa
Pagine: 252
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


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