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sabato 18 agosto 2018

RECENSIONE: WILLIAM FAULKNER - LUCE D'AGOSTO


Sinossi:
"Nella mia terra la luce ha una sua qualità particolarissima; fulgida, nitida, come se venisse non dall'oggi ma dall'età classica". Così William Faulkner spiegò il titolo del suo settimo romanzo, uscito nel 1932 e subito acclamato come uno dei suoi capolavori. Ed è tra i riverberi crudeli di quella luce implacabile che si consumano le vicende di una folta schiera di personaggi: una ragazza incinta, armata solo di "una riserva di paziente e tenace lealtà", che si avventura dall'Alabama al Mississippi alla ricerca del padre di suo figlio; un uomo solitario dallo strano nome, Joe Christmas, "con un'inclinazione arrogante e malevola sul viso immobile", che l'isteria razziale del Sud getta nell'abisso tormentoso del dubbio circa il proprio sangue; un reverendo presbiteriano ripudiato dalla sua Chiesa per l'antico scandalo della moglie adultera e suicida; e, circondati da neri invisibili, gli sceriffi, i taglialegna, i predicatori, le donne "dal volto di pietra", chi "definitivamente dannato", chi alla ricerca disperata di una chimerica catarsi.

Commento:
Faccio la conoscenza di questo importante autore della letteratura mondiale attraverso questo "Luce d'agosto", libro sicuramente particolare, contorto nella trama, ma scorrevole nello stile.
Sembra che, fin da subito, Faulkner giochi ad ingannarci, ad illuderci di aver capito come si svilupperà la storia: dapprima ferma l'attenzione sulla giovane, ingenua e forse spregiudicata Lena che parte dall'Alabama in cerca dell'uomo da cui presto avrà un bambino; subito dopo sembra volerci portare a concentrarci su Brown, lo sfaccendato che da poco è arrivato a portare scompiglio nella cittadina di Jefferson, effettivo centro dello svolgimento delle successive vicende; poi, ancora, si profonde nel lungo racconto della vita di Joe Christmas, l'uomo dalla pelle bianca e dal sangue e dall'anima nera… passando per altri personaggi, altre storie, altre vite. In realtà, però, la vera protagonista di questo romanzo è la società descritta da Faulkner, una società classista e per nulla tollerante, le cui vicende si svolgono certamente negli anni 30, ma sono facilmente astraibili ed adattabili a qualunque epoca. E così distogliamo lo sguardo dalle singole storie per allargare la vista all'insieme, al loro intreccio che finisce per creare un tessuto sociale per nulla incoraggiante che Faulkner ci descrive in tono realista, a tratti burbero, apparentemente spiccio, ma a ben vedere molto profondo.
Un libro che ho apprezzato, sebbene non sia sempre stato facilissimo da reggere per via di una certa stasi che subentra in alcuni punti. Tuttavia è una lettura che consiglio senza remore a chi, come me, abbia voglia di conoscere quest'autore o, comunque, di immergersi in un buon romanzo americano.

Opera recensita: "Luce d'agosto" di William Faulkner
Editore: Adelphi, prima ed. 1932
Genere: narrativa americana
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 425 (ed. Adelphi 2007)
Prezzo: 24,00 € (Adelphi 2007)
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


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